Appunti di viaggio - I°edizione
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- Pubblicato Giovedì, 06 Febbraio 2014 15:48
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Perche viaggiare è un'esperienza fuori e dentro di sé. Viaggiare è fare coaching con il mondo.
Ricordi dal viaggio di nozze...in Africa!
Il nostro viaggio di nozze comprende una settimana di safari nei parchi della Tanzania Settentrionale con l’itinerario che parte da Arusha (1 notte), parco del Tarangire (2 notti), Lago Manyara (1 notte), parco del Serengeti (2 notti) e Cratere di Ngorongoro (1 notte). Siamo poi andati a Zanzibar ma di questa isola meravigliosa ci sono già tanti blogger che hanno riportato i loro pareri inevitabilmente contrastanti in quanto (a mio modesto avviso) cambia totalmente la percezione che si ha dell’isola in base alla stagione e dalla zona dove si soggiorna dove i diversi livelli di influenza delle maree cambiano decisamente tutto!
Siamo partiti da Milano con un nuovissimo aereo della Livingstone partito in ritardo ma con un buon servizio a bordo e atterrati a Zanzibar, isola tanzaniana a 30km dalla costa. Qui l’aereoporto è veramente pittoresco come descritto da altri viaggiatori per caso, non c’è il rullo dei bagagli , sembra un mercato e tutti chiedono spudoratamente mance. Da lì un aereo locale, un po’ meno nuovo ma a mio parere affidabile, dove ci hanno imbarcato distribuendo le carte d’imbarco quasi a caso, è decollato alla volta del Continente. Per l’ufficio che raccoglie le tasse di ingresso il costo del visto (VISA) è di € 50 o USD 50 (sì!!!molti fanno il cambio alla pari) per cui se partite con i dollari è decisamente meglio!! L’aereo della ZanAir pilotato da un semicoloniale pilota di origine inglese ci ha portato alle Falde del Kilimangiaro, dove ci ha dato il benvenuto un aeroporto pulito e accogliente con tanto di aiuole tropicali curate e uccelli che cantano, per poi arrivare in pullman nella cittadina di Arusha. Il Kilimangiaro è timido e molto raramente si fa vedere fuori dalla sua coltre di nubi e nebbie. Siamo riusciti ad intravederlo un paio di volte in tutta la settimana passata nel nord della Tanzania ma questo non è un problema: ci avevano preparati alla cosa.
Sulla strada per Arusha e all’ingresso della cittadina che si espande velocemente rispetto ad altri centri tanzaniani, abbiamo incontrato per la prima volta in vita nostra l'Africa Nera, coi suoi abitanti, i loro vestiti colorati, le loro usanze così lontane e affascinanti ma anche la quotidiana povertà fatta di case di fango e paglia, bambini scalzi e bancarelle improvvisate ai bordi della strada. Onnipresenti i cellulari: non rari i personaggi scalzi sull'uscio di capanne col telefonino all'orecchio!Questa è la "cultura" che esportiamo dal mondo Occidentale! Le pubblicità in Africa non sono stampate sui cartelloni ma dipinte direttamente sulle pareti di fango intonacato. E non sono poche le pubblicità delle compagnie telefoniche mobili!
Da Arusha il giorno dopo ci siamo "imbarcati" su una delle quattro jeep che formavano la carovana e dopo esserci riforniti di acqua da utilizzare nelle gite delle giornate successive siamo partiti alla volta del parco del Tarangire. Insieme ad altri 20 italiani con i quali abbiamo formato un gruppo divertente ed omogeneo, abbiamo varcato le soglie del tempo per ritornare ad un mondo dove l'uomo si sente un animale in mezzo agli altri animali, abitanti di un immenso spazio vuoto ma pieno di vita quale è la Savana Africana. Una immensa pianura dove lo sguardo corre per chilometri sotto un cielo più grande, punteggiata di acacie spinose di diversi tipi, baobab che si aggrappano al cielo coi loro rami scheletrici e migliaia di animali.
Abbiamo visto "dal vivo" e nel loro ambiente elefanti a non finire coi loro cuccioli e il loro passo inaspettatamente elegante, così come le giraffe che si muovono anch’esse con eleganza, quasi ad essere “morbide” nel paesaggio.
Abbiamo ammirato cucciolate di leoni, branchi infiniti di gazzelle, di gnu in compagnie di zebre e impala con i loro harem di 40 femmine. Ci sono anche molti volatili dal piumaggio blu e a strisce bianche e nere. Molte le procavie, le scimmie, gli avvoltoi ed i rapaci.
I lodge della Savana sono strutture molto accoglienti dove il servizio è decisamente di qualità elevata e dove ti chiedi come possano portare tutto quello che serve percorrendo centinaia di chilometri di piste di terra battuta! Chiamarle strade a volte è troppo.
Questi lodge sono isole accoglienti in un ambiente incontaminato e popolato di animali che possono essere molto pericolosi. Quando sei in Africa, in mezzo alla Savana cogli però la magia di avere i sensi all’erta: da considerare che i lodge non sono cintati e la sera è consigliabile non uscire dalla stanza oltre una certa ora; del resto come avvisano alcuni cartelli….”gli animali selvaggi sono pericolosi per cui non avventurarsi fuori dal sentiero” che porta alle camere! La cosa ha un certo fascino a parte le zanzariere perennemente bucate e riparate personalmente in ogni lodge, anche nei giorni successivi e negli altri parchi. Portarsi dietro del nastro adesivo: la malaria portata dalle zanzare è una compagna che non piace a nessuno!
Abbiamo lasciato il Tarangire dopo aver passato due notti in questo parco stupendo e strapieno di elefanti per recarci al Lago Manyara, sui bordi della Rift Valley. Questa spaccatura, che scava l’Africa in due parti e che dicono porterà il mare nel cuore del continente nero, dà origine ad una foresta tropicale e un lago ai bordi della savana che è più asciutta. Qui abbiamo ammirato ancora una volta centinaia di animali nel loro ambiente naturale e questa volta abbiamo visto anche gli ippopotami. Andare nei parchi non è come andare negli zoo, puoi percepire che gli animali sono nel loro ambiente, veramente liberi di muoversi in spazi immensi e sebbene sia molto facile vederli, devi andare a cercarli in jeep tutto il giorno per avere la possibilità di ammirare le diverse specie. Abbiamo alloggiato in un lodge adagiato sul bordo della Rift Valley con tanto di piscina affacciata sul lago Manyara bordato dalla sua foresta e dietro, in fondo, la grande pianura della Savana.
Abbiamo vissuto anche la nostra vacanza attraverso il cibo, con le pietanze tanzaniane ricche di spezie miscelate nella giusta misura, con le sue influenze cinesi e indiane. Carne e verdure in grande quantità, anche se ho seguito il decalogo dell’Europeo che impone di evitare cibi crudi e latticini freschi. La frutta d sbucciare da sé è ammessa per cui ho potuto gustare le nuove per me banane rosse, dalla buccia rossastra e dalla polpa arancione tenue dal sapore di pesca e banana insieme.
Dopo una notte al Lago Manyara siamo partiti alla volta del leggendario Serengeti. Per arrivarci abbiamo attraversato un altro posto che evoca racconti leggendari: il cratere di Ngorongoro. Questa caldera la cui sommità arriva a 2300 metri di altitudine presenta diversi paesaggi. Parte dalla Pianura un po’ più verde della Savana per arrivare alla foresta tropicale e scendere nelle aride steppe. Specialmente nella stagione in cui siamo andati noi, al di fuori della stagione delle piogge, le pianure sono aride e gli animali si spostano dove possono trovare acqua e erba, seguiti dai predatori.
